di Billy Wilder
NOISE CLASSICS – Viale del Tramonto
Joe Gillis, giovane sceneggiatore in miseria, fugge dai suoi creditori e finisce per sbaglio nella villa immensa e decadente di Norma Desmond, un tempo regina indiscussa del cinema muto. Norma vive circondata da fotografie, pellicole e ricordi, come se l’industria che l’ha dimenticata fosse rimasta immobile al suo ultimo primo piano. Quando propone a Joe di aiutarla a scrivere la sceneggiatura del film che segnerà il suo “ritorno”, tra i due si crea un legame ambiguo, fatto di necessità, protezione e solitudine.
Wilder osserva questo rapporto con lucidità spietata: la villa diventa un palcoscenico gotico dove sogno e illusione si confondono, e dove il tempo sembra essersi fermato. L’aria è carica di nostalgia, ma anche di inquietudine: Norma vive dentro un mito che lei stessa ha costruito, mentre Joe si muove tra compassione e smarrimento, attratto e imprigionato dalla promessa di un futuro che in realtà non esiste.
Viale del tramonto è uno dei film più incisivi sulla fragilità del successo e sulla crudeltà di un mondo che cambia sempre troppo in fretta. È una storia di desiderio e disillusione, un ritratto durissimo dell’industria hollywoodiana e, al tempo stesso, un’elegia sulla paura di essere dimenticati.





