di Yorgos Lanthimos
Bugonia
Tratto dal film “Save the Green Planet!” di Jang Joon-hwan (2003)
Teddy vive immerso in un mondo che gli sfugge di mano: le sue api, la terra, il silenzio della campagna sembrano offrirgli un equilibrio, ma la mente corre altrove, verso teorie sempre più intricate. Don, suo cugino, rincorre gli stessi fantasmi, gli stessi sospetti. Quando i due convergono sull’idea che Michelle Fuller, potentissima CEO farmaceutica, sia un’aliena giunta per manipolare il destino del pianeta, l’ordinario esplode e prende forma un rapimento tanto assurdo quanto inquietante. Quello scantinato diventa un teatro mentale: la donna legata a una sedia, i due uomini che non cercano solo una verità impossibile, ma un senso a un mondo che sentono ostile, deformato. L’atmosfera è tagliente, attraversata da silenzi surreali, da lampi di sarcasmo e da improvvisi squarci di umanità fragile.
Lanthimos costruisce un film che si muove tra parodia e inquietudine, un racconto che usa il grottesco per parlare del presente: del bisogno di spiegazioni, del timore dell’invisibile, della solitudine che genera mostri e convinzioni granitiche. Le interpretazioni, intense e precise, contribuiscono a creare un universo in cui ogni gesto è insieme ridicolo e doloroso.
Bugonia è una commedia nera che inquieta e diverte, ma anche una favola distorta su ciò che temiamo di non capire.




