di Christopher Nolan

NOISE Classics – Following

Thriller | Gran Bretagna | 1998 | 70 min

A Londra, un giovane aspirante scrittore trascorre le proprie giornate seguendo sconosciuti per strada. Bill osserva le persone incontrate casualmente nella folla, le sceglie senza un motivo preciso e le pedina per cercare ispirazione, nel tentativo di trasformare frammenti di esistenze anonime in materiale per il proprio lavoro. Quello che sembra un gioco innocuo cambia quando uno degli uomini che sta seguendo, Cobb, si accorge della sua presenza. Ladro professionista, sicuro di sé e abituato a entrare nelle case degli altri, Cobb decide di coinvolgere il giovane nel proprio mondo, insegnandogli a oltrepassare quella soglia che separa l’osservazione dalla partecipazione. Gli appartamenti diventano così luoghi da esplorare e gli oggetti lasciati dai loro abitanti frammenti attraverso cui ricostruirne la personalità. Ma più Bill si avvicina alle vite che prima osservava soltanto da lontano, più perde la possibilità di rimanerne estraneo. L’incontro con una misteriosa donna bionda lo introduce infine in una vicenda criminale nella quale il confine fra chi guarda e chi viene guardato, fra complice e vittima, diventa sempre più incerto.

Da questa premessa Christopher Nolan costruisce un noir essenziale e inquieto, nel quale il vero mistero non riguarda soltanto ciò che accade, ma il modo in cui gli avvenimenti vengono percepiti e ricostruiti. La storia procede infatti attraverso una struttura temporale frammentata, accostando momenti diversi e distribuendo le informazioni in modo da costringere lo spettatore a ricomporre progressivamente il quadro. Non è soltanto un espediente per creare sorpresa: la forma del racconto riflette la condizione stessa di Bill, che cerca di comprendere gli altri attraverso indizi parziali, dettagli e impressioni. Il suo voyeurismo diventa così il centro segreto del film. Bill vuole conoscere le vite degli altri senza essere conosciuto, mentre la macchina da presa osserva lui e Nolan mette lo spettatore nella medesima posizione di chi deve guardare attentamente senza poter comprendere subito tutto ciò che vede. Anche il rapporto fra scrittura e furto acquista un valore particolare: il giovane vuole appropriarsi delle storie altrui per trasformarle in racconto, mentre Cobb entra fisicamente negli spazi privati delle persone e ne sottrae gli oggetti. Le case diventano allora una sorta di archivio delle identità, luoghi nei quali ciò che una persona possiede può raccontare ciò che è, o almeno ciò che sembra essere.

La Londra di Following è lontana dalla dimensione monumentale dei successivi film di Nolan. È una città quotidiana, fatta di strade, appartamenti, locali e stanze private, osservata attraverso un’immagine in bianco e nero ruvida e contrastata. Girato in 16 mm con un budget di circa 6.000 dollari e realizzato nell’arco di circa un anno attraverso riprese concentrate nei fine settimana, il film nasce da una radicale economia di mezzi che diventa parte della sua identità visiva. La città appare come un insieme di spazi anonimi e vite nascoste, perfetto territorio per un giovane che preferisce osservare il mondo piuttosto che prendervi pienamente parte. In questo senso, dietro la vicenda criminale si intravede anche una storia di solitudine urbana, di desiderio di contatto e di curiosità portata oltre il limite che normalmente protegge la vita privata.

Opera prima di Nolan, Following contiene già in forma embrionale alcune delle idee che diventeranno centrali nel suo cinema: il tempo come materia narrativa, la percezione incompleta della realtà, l’ambiguità dell’identità e la necessità di uno spettatore disposto a partecipare attivamente alla costruzione del racconto. Il legame con Memento, realizzato poco dopo, è particolarmente significativo: in entrambi i film la frammentazione temporale non è un semplice esercizio di stile, ma un modo per modificare la posizione di chi guarda e renderlo parte del processo di ricostruzione.

Ma Following conserva qualcosa che i grandi film successivi perderanno inevitabilmente: la dimensione artigianale, quasi clandestina, di un’opera costruita con pochissimo denaro e moltissima attenzione alla struttura. È un piccolo film nella scala produttiva, ma già sorprendentemente ambizioso nella forma: un noir sulla solitudine, sul desiderio di entrare nelle vite degli altri e sul pericolo di confondere l’atto di osservare con quello di conoscere.

Programmazione

19
SET
SAB
15:30 🌍🐶
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Dettagli

Anno 1998
Regia Christopher Nolan
Durata 70 min
Genere Thriller
Distribuzione MIKADO, Movies Inspired (2023)
Versione Originale Inglese
Cast Jeremy Theobald, Alex Haw, Lucy Russell, John Nolan, Dick Bradsell, Gillian El-Kadi, Jennifer Angel, Nicolas Carlotti, Darren Ormandy
Sceneggiatura Christopher Nolan
Fotografia Christopher Nolan
Montaggio Gareth Heal, Christopher Nolan
Musiche David Julyan
Produzione Next Wave Films, Syncopy
Paese Gran Bretagna

Trailer