di Ari Folman
SOTTOSUOLO – VALZER CON BASHIR
Proiezione di Valzer con Bashir di Ari Folman, accompagnata da un momento di confronto e approfondimento. A dialogare con il pubblico sarà il professor Paolo Zanini, docente di Storia Contemporanea all’Università Statale di Milano, per riflettere sul contesto storico e sulle questioni aperte dal film. L’iniziativa si inserisce in un percorso di visioni e discussioni dedicate al rapporto tra cinema e storia, ed è realizzata in collaborazione con un’associazione culturale Sottosuolo
Una notte, in un bar, Ari Folman ascolta il racconto disturbante di un vecchio amico perseguitato da un incubo ricorrente: una muta di ventisei cani che lo rincorre senza tregua. Sono gli stessi animali che l’uomo fu costretto a uccidere durante la guerra in Libano, all’inizio degli anni Ottanta. Questo incontro agisce come una scossa improvvisa. Ari si rende conto di non ricordare quasi nulla della propria esperienza come soldato. Solo un’immagine isolata emerge dal buio della memoria: giovani militari che nuotano nel mare, di fronte a una Beirut illuminata dai razzi.
Da quel momento prende avvio un viaggio interiore e geografico, un’indagine personale che spinge Ari a rintracciare ex commilitoni, amici e testimoni sparsi tra Israele ed Europa. Ogni incontro restituisce frammenti di ricordi, sogni, visioni spezzate, in cui il reale si mescola all’allucinazione e alla rimozione. L’animazione diventa il linguaggio ideale per dare forma a una memoria che non procede in modo lineare, ma per immagini improvvise, ritorni ossessivi e vuoti inquietanti.
Man mano che il passato riaffiora, il film si confronta con l’orrore della guerra e con la responsabilità individuale di fronte alla violenza. Valzer con Bashir costruisce un racconto ipnotico e doloroso, in cui l’esperienza personale si intreccia alla tragedia collettiva, trasformando il recupero dei ricordi in un atto necessario e destabilizzante. Un’opera che interroga lo spettatore sul rapporto tra immagini, memoria e colpa, e sulla difficoltà di guardare ciò che per troppo tempo è stato sepolto.



