di George Jaques
Sunny Dancer
Ivy ha diciassette anni, è sopravvissuta a una leucemia ed è in remissione da circa dieci mesi. Ma tornare a casa non significa per lei tornare alla vita di prima. Dopo aver trascorso una parte dell’adolescenza fra ospedali e trattamenti, Ivy è arrabbiata, sarcastica e insofferente verso chi continua a considerarla una ragazza fragile da proteggere. I suoi genitori, preoccupati e incapaci di raggiungerla, decidono di iscriverla per quattro settimane al Children Run Free Camp, un campo estivo scozzese per ragazzi che hanno affrontato il cancro. Ivy lo ribattezza sarcasticamente “Chemo Camp” e parte considerandolo l’ennesima imposizione degli adulti. Al campo trova esattamente ciò che vorrebbe evitare: attività di gruppo, regole, slogan motivazionali e adulti convinti di sapere cosa sia meglio per lei. A guidare il centro c’è Patrick, energico e apparentemente sempre ottimista, mentre una consulente cerca di aiutarla ad affrontare la rabbia e ciò che la malattia ha lasciato dietro di sé. A cambiare progressivamente il suo soggiorno è però Ella, la compagna di bungalow espansiva e senza filtri che la introduce nella propria cerchia di amici. Con Jake, Ralph, Maisie e Archie, Ivy scopre un gruppo nel quale il cancro non è l’argomento principale: i ragazzi parlano di sesso, musica, feste e relazioni, scherzano, litigano e infrangono le regole come qualsiasi altra compagnia di adolescenti.
La vicinanza a Jake apre inoltre a Ivy una dimensione che aveva dovuto mettere da parte: l’attrazione, il desiderio, la paura di essere rifiutata e la possibilità di innamorarsi. Anche Jake, però, porta con sé una vulnerabilità che emerge dietro l’ironia e la sicurezza apparente. Il campo diventa così un luogo paradossale: nato per riunire ragazzi accomunati dalla malattia, permette loro proprio di smettere di essere definiti da essa. Fra fughe, attività all’aperto, feste, musica e momenti di complicità, Ivy comincia a riappropriarsi di un’adolescenza interrotta.
Diretto da George Jaques, Sunny Dancer affronta il tema del cancro spostando deliberatamente lo sguardo dall’ospedale al “dopo”. La malattia non è raccontata come una battaglia da vincere, ma come un’esperienza che continua a condizionare il modo in cui questi ragazzi guardano se stessi, gli altri e il proprio futuro. L’amicizia diventa così una forma di appartenenza, mentre l’amore e il desiderio restituiscono ai protagonisti una normalità che non coincide con il semplice ritorno alla vita precedente. Jaques costruisce il film come un coming-of-age corale, mescolando commedia adolescenziale, romanticismo e malinconia. L’ironia, il sesso, le feste e la trasgressione non attenuano il peso dell’esperienza vissuta: sono piuttosto gli strumenti attraverso cui i personaggi cercano di convivere con la consapevolezza della propria fragilità. Al centro rimane Ivy, una ragazza che non vuole essere ammirata perché è sopravvissuta, ma semplicemente poter essere, ancora una volta, una ragazza di diciassette anni.





