di Shai Carmeli-Pollak

The Sea

Drammatico | Israele | 2026 | 93 min | T

Per Khaled il mare non è un luogo reale, ma un’immagine lontana, quasi mitologica. Esiste nei racconti, nei telefoni degli altri, nei frammenti di memoria legati a una madre che non ha mai conosciuto davvero. Quando la gita scolastica che dovrebbe finalmente portarlo davanti all’acqua si interrompe al checkpoint, per una questione burocratica tanto assurda quanto crudele, quel desiderio infantile si trasforma improvvisamente in qualcosa di più profondo: una ferita, una presa di coscienza, un bisogno ostinato di attraversare il confine che gli viene imposto. Da quel momento il film segue il suo movimento inquieto dentro una terra frammentata, fatta di muri, controlli, strade percorse clandestinamente e identità continuamente negate. Parallelamente, il padre Rihbi vaga alla sua ricerca, anch’egli sospeso in una condizione precaria, invisibile, costretto a esistere ai margini di uno spazio che non sembra volerlo accogliere.

Shai Carmeli-Pollak costruisce un racconto che conserva la semplicità dello sguardo infantile pur lasciando emergere, in ogni dettaglio, il peso politico della realtà. Il mare diventa allora molto più di una meta: è la promessa di una libertà mai sperimentata, il simbolo di qualcosa che dovrebbe essere naturale e invece appare irraggiungibile. Il film evita il tono apertamente didascalico e preferisce lavorare sull’accumulo silenzioso delle umiliazioni quotidiane, sui piccoli ostacoli burocratici che lentamente deformano l’esistenza delle persone. Tutto è attraversato da un senso di precarietà continua: i personaggi sembrano muoversi in un mondo dove anche il gesto più semplice, prendere un autobus, attraversare una strada, inseguire un sogno minuscolo può trasformarsi in un atto di resistenza.

L’approccio del regista risente profondamente del suo passato documentaristico e del dialogo evidente con certo cinema iraniano e neorealista. Muhammad Gazawi, al suo esordio, porta sullo schermo una presenza straordinariamente concreta: il suo Khaled non è un simbolo astratto, ma un adolescente pieno di rabbia, paura e desiderio. Attorno a lui, il film costruisce una tensione costante tra innocenza e oppressione, tra il bisogno elementare di vedere il mare e la violenza invisibile delle frontiere. È proprio questa sproporzione, tra la semplicità del desiderio e la durezza del mondo, a rendere il film così emotivamente devastante.

Programmazione

Acquista Biglietto

Dettagli

Anno 2026
Regia Shai Carmeli-Pollak
Durata 93 min
Genere Drammatico
Distribuzione Mescalito Film
Versione Originale Arabo, Ebraico
Cast Muhammad Gazawi, Khalifa Natour, Marlene Bajjali, Hila Surjon Fischer
Sceneggiatura Shai Carmeli Pollak
Montaggio Yosef Grunfeld
Musiche Shai Carmeli Pollak
Produzione Majdal Films
Paese Israele
Classificazione T - Opere per tutti

Contenuti sensibili

T - Opere per tutti

Trailer